Quale futuro per il BIM?

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BIM è l’acronimo di “Building Information Modeling” ovvero Modello di Informazioni di un Edificio. Il BIM è un metodo di progettazione collaborativo, basato sull’integrazione e può essere utilizzato da tutti i soggetti del processo costruttivo. Una progettazione “BIM oriented” offre straordinari vantaggi competitivi: più efficienza e produttività, meno errori, meno tempi morti, meno costosi, maggiore interoperabilità, massima condivisione delle informazioni, un controllo più puntuale e coerente del progetto. Lo scorso 18 febbraio si è tenuto un evento BIM alla Camera dei Deputati con l’obiettivo di fare il punto della situazione in Europa e in Italia, cosa è successo, cosa sta succedendo, cosa si sta programmando per il futuro. Nel Nuovo Codice degli Appalti il BIM è stato il punto più controverso. A partire de sei mesi dall’entrata in vigore del decreto (18 aprile) le stazioni appaltanti potranno richiedere il suo utilizzo per le nuove opere e per i servizi sopra la soglia comunitaria. In questi mesi, con l’obiettivo finale Dicembre 2016, è in preparazione la normativa italiana per il BIM (UNI 11337). E’ ora di cominciare a pensare che anche per l’Italia il futuro passa attraverso un approccio diverso, di cui il BIM è certamente presente.

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